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Ex Ilva, nessuna risposta. Continua il presidio: domani alle 7 assemblea sotto la Prefettura per decidere le prossime azioni di lotta

Oggi al presidio è arrivato l’arcivescovo Marco Tasca. Stasera l’associazione Valori Alpini ha portato 80 porzioni di pasta calda. Intanto il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un documento per sostenere la continuità produttiva e tutelare l’occupazione

Il presidio dei lavoratori dell’ex Ilva prosegue davanti alla Prefettura. Per domani, mercoledì 14 ottobre, è stato confermato lo sciopero per l’intera giornata e alle 7 è prevista un’assemblea per decidere insieme le prossime iniziative. Le rappresentanze sindacali unitarie di ADI in amministrazione straordinaria e Ilva in amministrazione straordinaria spiegano che, dopo due giorni di mobilitazione, dal Governo non sono ancora arrivate risposte.

«La pazienza è finita», scrivono le rappresentanze sindacali, ringraziando per la solidarietà ricevuta dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova e dall’arcivescovo. L’appello è rivolto a tutti i dipendenti: ritrovarsi davanti alla Prefettura per valutare insieme come proseguire la protesta.

Nel pomeriggio al presidio è andato l’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, che ha definito la presenza della Chiesa accanto ai lavoratori una continuità naturale del suo impegno. Ha ricordato il ruolo dei cappellani del lavoro e le preoccupazioni concrete raccolte in questi mesi da chi deve sostenere una famiglia e pagare un mutuo. «Non si tratta di fare discorsi astratti», ha osservato, sottolineando che difendere l’occupazione significa stare accanto a persone che chiedono stabilità e la possibilità di continuare a lavorare.

Per la cena sono arrivate anche 80 porzioni di pasta preparate dai volontari dell’associazione Valori Alpini. Le “penne alla Valori Alpini” sono state portate ancora calde al presidio. L’associazione, attiva nell’aiuto alimentare alle persone in difficoltà, ha voluto così esprimere vicinanza ai dipendenti e alla loro battaglia per la continuità dello stabilimento. I volontari hanno richiamato il legame tra lavoro stabile e contrasto all’emarginazione sociale.

Un sostegno istituzionale è arrivato dal Consiglio regionale, che oggi ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi. Il documento impegna il presidente e la Giunta a proseguire il confronto con il Governo e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per individuare soluzioni che mantengano in attività lo stabilimento di Genova Cornigliano.

L’atto chiede inoltre di lavorare per garantire l’approvvigionamento dei rotoli d’acciaio necessari alle lavorazioni, valutando anche fornitori nazionali e internazionali nel rispetto della sostenibilità economica e industriale. La Giunta dovrà sostenere il riconoscimento delle specificità produttive del sito genovese nelle decisioni sulle prospettive del gruppo, con attenzione alla continuità delle attività e alla salvaguardia dei posti di lavoro.

Il documento regionale e le manifestazioni di solidarietà non hanno però, al momento, sciolto il nodo principale per i dipendenti: ottenere dal Governo risposte e garanzie sulla prosecuzione della produzione. Domani mattina, davanti alla Prefettura, l’assemblea dovrà decidere come continuare la mobilitazione.


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